Oggi su Twitter si parla molto di #Pertini (anche per lo sciacallaggio delle sue parole in difesa di quelle di Renzi).

Io l'ho conosciuto nel novembre '70, quando ho curato la logistica per l'accampamento in piazza Montecitorio di mille siciliani della Valle del Belice, post terremoto.

Quando ci ricevette in delegazione (allora era Presidente della Camera), si incazzò prestissimo per le parole di uno dei nostri contadini e uscì sbattendo la porta, letteralmente.

Non importa qui, chi avesse torto o ragione.
Ma lui poi rientrò, scusandosi.

Un uomo vero.
Che non nascondeva la sua umanità, il suo temperamento sanguigno, dietro la facciata istituzionale.

S'arrabbiava e discuteva, ma era capace di trattare con l'ultimo contadino con il massimo rispetto e parità, cioè di scusarsi per avere ecceduto, senza supercazzole politiche.

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@ValerioMinnella
Quel suo essere nell'immediato è certamente quanto di più contrario all'attuale cultura dell'autoprofilazione

@unlogged
Sì era un uomo fra gli uomini, uguale fra uguali.

Non era un "ruolo" (ministro, leader, deputato, dirigente d'azienda, operaio, netturno, scrittore). Mentre oggi pare che le persone, nei rapporti con gli altri, esistano solo come ruolo che ricoprono nella società.
(purtroppo questo spesso non vale solo i puzzolenti "potenti".)

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